Challenge Cup: Wild Boars – HOGS 14-25

Vincono gli Hogs, ma probabilmente entrambe le squadre avevano un poco sottovalutato la difesa avversaria. Davvero disciplinata la difesa dei Wild Boars, che pur subendo 4 segnature non ha mai concesso dei big play all’attacco degli Hogs e che in ben 3 occasioni è riuscita a fermare i drive reggiani arrivati sino alla red zone.

Di contro i Wild Boars, che di base usano un’attacco in shot-gun, hanno troppo spesso cercato soluzioni profonde col QB Bedwell, che alla fine dell’incontro ha dovuto registrare ben 3 intercetti.

La città di Kragujevac, a circa 150 km da Belgrado e oltre 1200 da Reggio Emilia (trasfertina in bus da ridere ehhh…), accoglie gli Hogs con una bella cornice di pubblico: circa 627 spettatori sulla tribuna dello stadio, con una presenza femminile che per quantità e qualità colloca il campionato serbo di football in una posizione di assoluta eccellenza nel panorama europeo. Musica tosta sparata a tutto volume, ingresso delle squadre con le bandiere e inni nazionali , poi il kick off di questo secondo impegno di Challenge Cup per gli Hogs.

Il primo drive è per i padroni di casa e subito il QB Bedwell cerca in fly il WR Merklin, ma il pass è incompleto. Un sack del paffuto Contalbo costringe al punt i Wild Boars.

Contributo anche del coach “Gibbo” Giberti che dopo il ritiro del 2005 rientra sul campo da gioco e piazza un tackle in assistenza oltre ad un paio di scivolate senza conseguenze fisiche per lui e gli avversari.
Dopo questo tributo alla carriera, torna in side line ad orchestrare assieme a Rossi il reparto difensivo.

Palla agli Hogs, che iniziano senza la loro stella Mittash, non al meglio della condizione fisica. Tocca a “Effe” Vaccari farsi carico del maggior lavoro, supportato dal FB Fiorillo e a tratti dal giovane “Smile” Callegati. Prudenza di coach Hatch nelle chiamate, ma i porcellini con guadagni costanti macinano terreno e segnano proprio con Vaccari: calcio di Iotti e vantaggio per 7 a 0.
Bella la risposta dei Wild Boars: più prudente Bedwell che inizia a cercare anche la zona centrale dietro ai LB degli Hogs, trovando l’altissimo #17 Tomic ed anche il RB #25 Ristic. Arrivati dentro alle 10 difensive degli Hogs, è lo stesso Bedwell che con una corsa laterale entra in end zone: il calcio del #7 Krsmanović pareggia i conti scatenando il pubblico di casa.

Da questo momento la crew arbitrale perde un poco il filo della partita e alcune chiamate davvero risulteranno incomprensibili a tutti.Un tentativo di field goal di Iotti viene stoppato e poi però Diaz piazza il primo intercetto della giornata.

All’inizio del secondo quarto, il fisioterapista reggiano Edo da via libera a Mittash che pur non al meglio scende in campo. La presenza del fuoriclasse USA si fa sentire e anche senza big play arriva proprio con lui la seconda segnatura. Strana la decisione degli Hogs sul 13 a 7 di tentare la conversione da 2 che comunque fallisce.
Ancora l’attacco serbo che cerca sempre la soluzione aerea, ma arriva Il secondo intercetto della giornata: è Cordes che artiglia il pallone e poi inizia a correre, rovescia il campo almeno 3 volte ed arriva sino a due yard dalla end zone. Un fallo per blocco basso del LB Gionata Lazzaretti fa però ripartire gli Hogs dalle 30, ma ugualmente viene varcata l’end zone con Mittash. Come per il field goal, penetrazione centrale dello special team dei Wild Boars che stoppano il calcio di Iotti.
Finisce così il secondo quarto e si va al riposo con i porcellini avanti per 19 a 7.

Il vero problema dell’attacco degli Hogs è la completa inefficacia del gioco aereo e solo di corsa e con un Mittash non al 100% diventa un poco complicato segnare dei punti. Il terzo quarto vede le due difese che riescono a tenere inviolate le proprie end zone.
Proteste verso la crew arbitrale dei Wild Boars per un fumble ricoperto dalla loro difesa ma con palla ridata all’attacco Hogs.
Stesse urla da parte reggiana quando un WR dei Wild Boars spinge platealmente il safety Cordes in copertura, ma non viene fischiata l’interferenza dell’attacco.

Nell’ultimo quarto, dopo un punt dei Wild Boars, macinano terreno con le corse gli Hogs ed alla fine il più giovane dei RB Callegati conduce con un bel blocco la corsa del più vecchio dei RB, Zanni, in end zone. Anche stavolta i Wild Boars bloccano il calcio, ma il punteggio di 25 a 7 fa finalmente respirare un po’ i coach Hatch e Cattini.
Non mollano però i Wild Boars. Sul drive successivo Bedwell sfrutta di più gli screen pass sul # 28 Novaković e sul # 25 Ristic, andando a colpire le zone lasciate libere dai LB degli Hogs, spesso mandati in blitz, poi pesca in end zone il connazionale Merklin ( stipendio guadagnato oggi: attacco difesa e special team ): calcio di Krsmanović e punteggio che va sul 25 a 14.
On side kick controllato dagli Hogs, che poi però vanno al punt.
Attacco dei Wild Boars che rischiano lungo, ma il secondo intercetto di Cordes spegne l’ultimo tentativo di rimonta dei serbi. Ormai il tempo è finito e gli Hogs, dopo un paio di corse,a meno di 10 yard dalla end zone dei Wild Boars sportivamente si inginocchiano facendo finire i secondi.

Dopo il fischio finale le due squadre si schierano mischiate su un’unica linea di fronte alla tribuna e ricevono gli applausi e i saluti dello sportivissimo pubblico di Kragujevac.
La vittoria da agli Hogs l’accesso alla semifinale della Challenge ed il diritto a giocarla sul terreno amico dello stadio Torelli a Scandiano, ma non è stato agevole imporsi sui Wild Boars, come ci conferma il coach/giocatore per un giorno Giberti:
” Parlare degli assenti non da mai diritto a giustificazioni- dice coach “Gibbo”– però siamo arrivati a Kragujevac dopo un viaggio di 1200 km e col roster ridotto: per impegni di lavoro non sono potuti venire alcuni giocatori. Ad esempio il TE “Alby” Tartaglia per tutto l’incontro ha dovuto giocare tackle. Senza i 2 DE titolari abbiamo dovuto rischiare mandando spesso i LB in blitz per pressare Bedwell, che ogni tanto ha colpito corto con degli screen pass.
Oggi l’attacco proprio non riusciva a lanciare e nel secondo tempo la difesa dei Wild Boars ha spesso usato il fronte 5 rischiando la copertura a uomo sui nostri ricevitori, per mettere più giocatori contro i giochi di corsa: mi ha impressionato il LB # 21 Šćekić, davvero un bel giocatore.
Personalmente ringrazio tutti per avermi dato l’occasione di partecipare a questa partita di Challenge Cup nelle vesti di giocatore: ascoltare l’inno nazionale schierato coi ragazzi è stata un’emozione che non scorderò mai”
.

Finito l’incontro, mentre iniziava la coda per la doccia è stato bello vedere ragazzi italiani, statunitensi e serbi tutti assieme a parlare e scherzare, bere una birra, senza pensare alle terribili vicende di guerra accadute nemmeno tanti anni fa in questa zona dei Balcani: qualche volta politici e militari dovrebbero venire a vedere una partita di football e fermarsi per un po’ a incontro finito, magari bevendosi una birra assieme ai giocatori.

La redazione di Ultrafootball

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